Il progetto pilota regionale per l’autoconsumo energetico

La Regione Sardegna ha pubblicato l’Avviso pubblico n. 284/3727 del 25 settembre 2026, pubblicato sul BURAS il 1° ottobre 2026, Supplemento al Bollettino n. 59386, inserzione n. 63038. La misura sostiene il progetto pilota per l’autoconsumo energetico dei Comuni sardi con popolazione superiore a 20.000 abitanti.

L’incentivo finanzia impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e interventi tecnici connessi, con l’obiettivo di ridurre i consumi e la spesa elettrica del patrimonio pubblico, aumentare la produzione da fonti rinnovabili e contenere le emissioni.

Obiettivo della misura

L’Avviso è finalizzato a sostenere l’autoconsumo energetico degli enti locali attraverso interventi sugli edifici e sulle utenze nella disponibilità dei Comuni. La produzione locale di energia rinnovabile dovrà contribuire a ridurre il ricorso all’energia acquistata e a rendere più efficiente la gestione del patrimonio pubblico.

La misura punta inoltre a ridurre la spesa energetica corrente e le emissioni climalteranti, favorendo soluzioni integrate in cui produzione fotovoltaica, accumulo e gestione dei consumi siano dimensionati in funzione delle esigenze effettive delle utenze comunali.

Risorse disponibili

La dotazione iniziale prevista dall’Avviso è pari a 14 milioni di euro per il 2026.

L’Avviso indica inoltre la possibilità di procedere allo scorrimento della graduatoria utilizzando, in tutto o in parte, le risorse previste per il 2027 e il 2028, pari a 27,9 milioni di euro per ciascuna annualità.

Le risorse sono destinate a sostenere interventi comunali orientati all’autoproduzione di energia rinnovabile e alla riduzione dei consumi elettrici del patrimonio pubblico.

Chi può partecipare

Possono presentare domanda esclusivamente i Comuni della Sardegna con popolazione residente superiore a 20.000 abitanti al 31 dicembre 2024, secondo i dati ISTAT.

Ogni Comune può presentare una sola istanza. La domanda può comprendere più interventi riferiti a immobili e utenze nella disponibilità dell’ente, così da ricondurre in un unico progetto diverse esigenze energetiche del patrimonio comunale.

Possono rientrare nei progetti anche immobili affidati a terzi o gestiti tramite ESCo, a condizione che siano rispettate le condizioni previste dall’Avviso e che i benefici economici degli interventi siano riconducibili al Comune.

Contributo e importi finanziabili

Il contributo può coprire fino al 100% delle spese ammissibili. Gli importi richiedibili sono articolati in base alla popolazione residente del Comune:

  • Comuni con meno di 100.000 abitanti — da 500.000 euro a 3 milioni di euro.
  • Comuni con più di 100.000 abitanti — da 500.000 euro a 5 milioni di euro.

È possibile prevedere un cofinanziamento comunale, pubblico o privato, anche attraverso partenariati con ESCo. Il cofinanziamento costituisce inoltre un elemento premiale ai fini della formazione della graduatoria.

Interventi ammissibili

L’Avviso finanzia una gamma di interventi destinati a incrementare l’autoconsumo e a migliorare la gestione dell’energia prodotta localmente:

  • Impianti fotovoltaici su coperture di edifici legittimamente realizzati e su spazi pertinenziali già impermeabilizzati.
  • Sistemi di accumulo elettrochimico per utilizzare in un momento successivo l’energia prodotta.
  • Revamping e repowering di impianti fotovoltaici esistenti.
  • Tecnologie per ridurre l’energia immessa in rete, anche attraverso il collegamento di più edifici o utenze comunali.
  • Opere edili e impiantistiche necessarie alla realizzazione e alla messa in esercizio degli interventi.

Dimensionamento e requisito di autoconsumo

Il dimensionamento degli impianti deve essere coerente con i consumi storici dei POD riferiti agli ultimi 12 mesi. La progettazione deve quindi partire dall’analisi dei fabbisogni delle utenze servite e orientarsi alla massimizzazione dell’autoconsumo.

Ogni impianto proposto deve garantire una quota di autoconsumo annuo non inferiore al 70%. Nel calcolo rientrano sia l’energia prodotta e utilizzata direttamente sia quella accumulata e successivamente consumata dalle utenze servite.

La soglia del 70% è un requisito centrale della misura. Una quota di autoconsumo superiore attribuisce un punteggio aggiuntivo nella graduatoria e valorizza i progetti capaci di utilizzare localmente una maggiore parte dell’energia prodotta.

Indicazione operativa Analisi dei consumi, potenza fotovoltaica, capacità di accumulo e profilo delle utenze devono essere valutati insieme per definire una soluzione coerente con l’obiettivo minimo del 70% di autoconsumo.

Come viene formata la graduatoria

La procedura è valutativa a graduatoria. I progetti sono esaminati sulla base di criteri premiali che considerano la qualità della progettazione, il livello di autoconsumo e la sostenibilità finanziaria dell’intervento.

Tra i principali criteri indicati dall’Avviso rientrano:

  • Livello di progettazione già approvato.
  • Quota di cofinanziamento comunale, pubblico o privato.
  • Autoconsumo superiore alla soglia minima del 70%.
  • Rapporto tra contributo richiesto e potenza dell’impianto.
  • Assenza, negli ultimi cinque anni, di precedenti aiuti regionali o nazionali per interventi fotovoltaici o sistemi di accumulo.

Il progetto esecutivo può ottenere fino a 22 punti per il livello di progettazione. La quota di autoconsumo può invece valere fino a 30 punti, rendendo decisiva la capacità di dimostrare un utilizzo efficace dell’energia prodotta.

Come presentare la domanda

La domanda deve essere trasmessa esclusivamente via PEC all’indirizzo efficientamento.energetico@pec.regione.sardegna.it entro le ore 18:00 del 23 novembre 2026.

La documentazione principale comprende:

  Domanda di finanziamento.

  Scheda di autovalutazione.

  Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP) o progettazione a un livello più avanzato.

  Relazione tecnica con indicazione dei consumi, della potenza fotovoltaica, della capacità di accumulo, della producibilità, della quota di autoconsumo e della stima dei costi.

  Documentazione relativa al cofinanziamento, quando previsto.

  Documenti relativi alla gestione di immobili e utenze, quando queste sono intestate a soggetti terzi.

La relazione tecnica assume un ruolo centrale perché deve collegare i dati storici dei consumi alle caratteristiche dell’intervento, fornendo gli elementi necessari per valutare producibilità, accumulo, autoconsumo e costi.

Realizzazione e controlli

I lavori possono iniziare dopo la stipula della convenzione di finanziamento. Gli interventi devono essere realizzati e collaudati entro 24 mesi dalla sottoscrizione della convenzione, salvo proroghe motivate.

La Regione può svolgere controlli successivi per verificare il rispetto delle condizioni previste dall’Avviso. Tra gli aspetti verificabili rientra anche il mantenimento della quota minima del 70% di autoconsumo, sulla base dei dati reali di esercizio.

Un’opportunità per il patrimonio pubblico

L’Avviso offre ai Comuni più popolosi della Sardegna l’opportunità di realizzare sistemi energetici integrati, combinando impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, gestione dei carichi e valorizzazione dell’energia prodotta localmente.

Per trasformare il contributo in un intervento efficace e duraturo saranno decisivi diversi elementi: l’analisi accurata dei consumi, la qualità della progettazione, il corretto dimensionamento degli impianti e la capacità di raggiungere e mantenere una quota di autoconsumo coerente con i requisiti della misura.

Anche la verifica della documentazione e delle condizioni relative a immobili, utenze, cofinanziamento e gestione tramite soggetti terzi sarà fondamentale per presentare una proposta competitiva e completa.