Unione Europea e energie rinnovabili: nuovo obiettivo al 35% per il 2030

Unione Europea e energie rinnovabili: nuovo obiettivo al 35% per il 2030

L’obiettivo dell’Unione Europea per il 2030 sull’utilizzo di energie rinnovabili viene portato al 35%. Questo è quanto ha stabilito il Parlamento Europeo pochi giorni fa, aumentando la percentuale di 8 punti rispetto all’obiettivo precedente che era del 27%. Questa scelta è dovuta alle proiezioni sui risultati degli interventi per limitare i cambiamenti climatici, che non avrebbero consentito di rispettare gli impegni europei dell’Accordo di Parigi.

Il Parlamento Europeo è inoltre intervenuto a supporto dell’autoconsumo di energia o della riunione dei privati in cooperative, con il divieto di imporre oneri a carico dei soggetti che si auto producono l’energia elettrica.

Secondo uno studio del CE Delft entro il 2050 il 50% dei cittadini UE potrebbe auto produrre la propria elettricità entro il 2050.

Evitare il sostegno ai biocombustibili

Il Parlamento ha convenuto che lUe deve aumentare la quota di rinnovabili se vuole rispettare i suoi impegni sul clima, evitando false soluzioni come il sostegno ai biocombustibili. Nonostante molti governi europei stiano tenendo ancorati i propri Paesi a nucleare e carbone, invece di puntare sulle rinnovabili, il Parlamento sostiene fermamente il diritto dei cittadini di ottenere e vendere energia prodotta dal sole e dal vento.

In sostanza, il Parlamento Europeo si schiera contro i ministri dell’Energia, che avevano raggiunto il loro accordo preparatorio sul pacchetto completo di riforma energetica lo scorso 18 dicembre, dove sostenevano ancora discutibili sovvenzioni per carbone, nucleare e gas, e indebolivano le proposte per consentire ai vari soggetti pubblici e privati di produrre e vendere la propria energia rinnovabile. I negoziati sul tema tra Consiglio, Parlamento e Commissione inizieranno nei prossimi mesi.